Oggi al Cinema/Teatro Odeon di Piazza Strozzi (FI), Fabio Volo ha presentato { o forse sarebbe meglio dire si è confrontato con i suoi lettori su } il suo ultimo libro "Un giorno in più".
Durante le due ore in cui ha intrattenuto il pubblico prevalentemente femminile della sala Fabio ha risposto alle molte domande e si è raccontato con molta ironia.
Come è diventato lettore
Ci ha raccontato di come ha sempre odiato andare a scuola fin dall'asilo quando preferiva passare le mattinate nel furgoncino con suo padre che faceva le consegne per il forno. Di come andare a scuola fosse per lui un trauma al punto di piangere perché le vedeva come ore prese allo stare con i suoi. Di come a 14 anni abbia deciso di non andarci più. Dell'incontro con uno scrittore che lui vedeva come un personaggio strano e con cui instaurò un rapporto vero, tanto che quest'ultimo gli regalò un libro che Fabio lesse nonostante l'idiosincrasia con la lettura che gli ricordava la scuola. Questo è stato l'inizio del suo rapporto con la lettura.
Come è diventato scrittore
Invece il suo primo libro è nato in seguito ad una ingessatura, semplicemente mettendo insieme pezzi scritti in passato. Il rapporto con la scrittura è quotidiano: Fabio annota in un quaderno le idee e poi quando deve scrivere un libro o una sceneggiatura le inserisce e le sviluppa. Il suo rapporto con la scrittura non è quello dello scrittore classico: lui scrive "per sapere come va a finire quello che scrive". C'è molto di lui e delle persone intorno a lui nei suoi personaggi.
Il matrimonio e la coppia
In seguito ad una domanda Fabio parla poi di come sia "anacronistico che al matrimonio sia dato un così alto valore sociale" e trova una motivazione a questo nella forte presenza della Chiesa in Italia. In altri Paesi infatti il matrimonio non è investito di tale valore e addirittura a Londra ci sono molte coppie che decidono di vivere in case separate, in modo tale che ognuno abbia, quando ne ha volontà, l'opportunità di stare per conto suo senza generare crisi per questo. Una volta era senz'altro più semplice la vita di coppia, perché la donna seguiva l'uomo. Ora nella coppia ci deve essere spazio per tutti e due. E l'amore va rinfrescato ogni giorno, così come ogni giorno si compra il pane, così si avrà una relazione fragrante.
Essere coppia significa condividere, non costruire. Significa sapersi a memoria: prendere il tempo dell'altro, sincronizzarlo al proprio e trovare un tempo comune, nel rispetto dell'altro come opera d'arte.
Ognuno di noi è un'opera d'arte
Fabio si rifà, per questo concetto, allo scultore Michelangelo: ognuno di noi è un'opera d'arte, però quest'opera viene ingabbiata dalla famiglia, dalla società e dalle convenzioni. Il nostro primo compito di uomini e donne è quello di toglierci quella gabbia. E questo non è egoismo ma amore per noi stessi. E' un percorso che necessita coraggio. E' per questo che siamo circondati da persone che vivono sott'acqua e che hanno bisogno che qualcuno gli dica cosa fare della loro vita.
Scusate il post lungo, ma adoro Fabio Volo e ho ritenuto interessante proporvi quasi integralmente questo incontro.

A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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"Un gigolo in doppiopetto"
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