Guardavo una farfalla bianca come il gesso, intrufolarsi nell’aria caraibica di questa primavera.
Trottava verso la torre Velasca, sembrava nervosa. Voleva scalare il colosso di cemento?
Erano giorni che non riuscivo a smettere di litigare con me stesso. Lo stadio finale era giunto: non mi sopportavo.
E non riuscivo a togliermi dalla testa quel libricino che avevo trovato nella casella della posta.
L’avevo letto e riletto, tanto da saperlo quasi a memoria.
In quella giornata, l’unica cosa che non mi dava noia, era uno di quei racconti strampalati, si chiama: “Una storia normale”.
Parlava di me. Di quelli che come me sono arrivati alla fine di un ponte.
Le parole che mi avevano colpito erano: “Faceva fatica ad alzarsi dal letto. Aveva paura. Ma era anche un po’ felice.
Doveva fare questo grande viaggio.
La prima volta che saliva su un aereo.
Avrebbe visto cose nuove, forse avrebbe sorriso.
Sorridere?
Da quanto tempo non lo faceva più?”.
In Porta Romana vidi la mia prima fidanzata.
Il sorriso più delizioso che avessi mai incontrato.
Disse: “Ho rotto con mio marito”.
“Non mi è mai piaciuto”.
“Neanche a me”, replicò divertita.
“Cosa fai?”.
“Parto per il Messico, ho due biglietti. Vieni con me”.
Dopo anni d’insensati dinieghi, pensai: perché no?
Lei disse: “Domani sono sotto casa tua con il taxi, alle sette”.

A inizio aprile 2007 è uscito il mio terzo libro intitolato "Un gigolo in doppiopetto".
La confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese
al servizio di donne attempate della società bene lombarda, comasca e ticinese in una storia vera.
Dalla recensione di Salvatore Feo su TicinoOnLine: "In un libro le scandalose rivelazioni di un gigolo. Trema l'alta borghesia ticinese.
Agenzie che reclutano giovanotti e ragazze. Festini a base di cocaina e sesso in ville ticinesi. Coinvolti avvocati, medici e politici. È il mondo di "Un gigolo in doppiopetto" il libro denuncia che mette in luce uno sconosciuto sottobosco ticinese".
ISBN: 978-88-902810-0-6
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"Un gigolo in doppiopetto"
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